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L’UE non è nostra amica

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Alla vigilia di una possibile crisi di governo, l’attenzione di tutti, a partire dal Presidente della Repubblica Mattarella, è focalizzata all’approvazione del Recovery Plan con un ragionamento del tipo “possiamo pure perdere un governo ma non gli aiuti europei; votiamo a tutti i costi il Recovery Plan, lo scostamento di bilancio e i vari provvedimenti anti Covid, ristori e proroga della cassa integrazione”.

E così è stato fatto dal Consiglio dei Ministri.

Ma proprio in questi giorni, finalmente, è stato infranto il muro di menzogne e bugie che ci ha accompagnato per mesi ed il merito di ciò è dell’onorevole Marattin , il quale ha stupito tutti con una confessione stile Ellery Queen riguardo le condizionalità presenti nel Recovery Fund:

Quindi constatato che non esistono pasti gratis in UE, che tutti i prestiti in qualsiasi forma provengano dalla UE sono soggetti a ben definite condizioni, la curiosità del lettore spero voglia pragmaticamente rivolgersi su  quale sarà l’effetto delle politiche realizzate con il Recovery Fund sull’economia del Paese. Insomma, questa pioggia di fantamilamiliardi, che giovamento porterà al PIL dell’Italia?

Risposta : lo “zero virgola” come si apprende dalla Nota di Aggiornamento del DEF2020.

Abbiamo quindi capito che la ripresa economica, se mai arriverà, non sarà certo per merito dei fondi del Recovery Plan. Tuttavia, l’europeista integralista potrebbe a questo punto obiettare : “si vabbè, forse i fondi del Recovery non ci faranno recuperare tutto il PIL perso con la pandemia, ma il prossimo bilancio della UE , potenziato ed ampliato ci farà fare il salto di qualità!”

Purtroppo però anche l’altra gamba del budget UE, ossia il Bilancio 2021-2027 non porterà nulla di buono per l’Italia, che anzi si troverà nuovamente, come da sempre del resto, ad essere contributore netto di questa scellerata entità sovranazionale.

Infatti a fronte di un bilancio di 1085 miliardi di euro, cui l’Italia parteciperà versandone almeno 130 mld  ( il 12% del totale, ma probabilmente saranno di più), ne torneranno indietro solo 99. Un bella perdita secca di almeno  30 miliardi di euro.

Quanti ospedali, medici, infermieri, scuole, infrastrutture, spese in ricerca si sarebbero potute realizzare con quei 30 miliardi?…

Eh già….ma ce lo chiede l’Europa!