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Moneta Positiva digitale: 1000 miliardi per ripartire

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Il 2 Giugno, Festa della Repubblica italiana, si è tenuta una maratona di 15 ore organizzata dai 24 TEDx italiani dal titolo evocativo “Democrazia Digitale”, per discutere insieme di come l’evoluzione digitale ha cambiato e cambierà il tema dei diritti e della democrazia.

Più di 50 uomini e donne speciali hanno provato a raccontare, ciascuno con il suo speciale punto di vista, dove siamo arrivati, cosa ci aspetta nel prossimo futuro e come dovremo essere capaci di utilizzare il potere e le potenzialità del digitale per trasformarli in opportunità.

Uno dei relatori è stato Fabio Conditi, ingegnere e studioso di sistemi economici e monetari, fondatore e Presidente dell’associazione Moneta Positiva, membro dell’International Movement for Money Reform, che ci ha parlato di come sia possibile introdurre anche nel campo economico e monetario una nuova forma di moneta positiva digitale.

Questo è il testo integrale del suo intervento, in fondo trovate anche il video.

Moneta Positiva digitale: 1000 miliardi per ripartire

Nel 2007 la crisi economica ha colpito duramente l’economia mondiale e anche il mio lavoro di ingegnere. Improvvisamente mancavano i soldi, e non riuscivo a capire perché … che per un ingegnere non è una cosa semplice da accettare. Siccome però avevo più tempo a disposizione, mi sono messo a studiare da dove arrivano i soldi, che è un argomento tabù, perché nessuno ne parla.

Fino al 2006 l’edilizia andava alla grande e se volevi comprare una casa, le banche ti davano tutto il denaro che volevi. Ma quando è arrivata nel 2007-2008 la crisi finanziaria dei mutui sub-prime, improvvisamente le banche non prestavano più niente e i soldi sembravano scomparsi.

È come se nella struttura di un edificio, cede un pilastro … l’edificio crolla !!!. Analogamente la struttura portante del sistema economico è la moneta, se manca … anche l’economia crolla !!!

Se vogliamo risolvere il problema, inutile girarci intorno, servono i soldi !!! Ma dove si trovano ?!?

Il denaro non cresce sugli alberi, non si trova sottoterra, il denaro si crea dal nulla.

Lo ha ammesso anche Mario Draghi quando era Presidente della BCE, un giornalista gli ha chiesto: “La BCE può mai finire i soldi?”. “Beh tecnicamente NO” ha risposto “non possono finire i soldi, abbiamo ampie risorse per far fronte a tutte le nostre emergenze”. Ma nostre emergenze di chi? Fino ad oggi i soldi sono stati creati solo per banche e mercati finanziari, non per l’economia reale.

In Italia abbiamo emergenze da anni … Dobbiamo adeguare la Sanità alle nuove malattie, dobbiamo ricostruire interi paesi distrutti dai terremoti, dobbiamo sistemare strade e ponti che crollano, dobbiamo fare manutenzione al territorio per evitare frane ed alluvioni. Stampando soldi, risolveremmo tutte le nostre emergenze … Ma chi può creare moneta oggi ?

Ci risponde Aristotele che più di 2000 anni fa, aveva già capito che la moneta è uno strumento convenzionale, un mezzo di scambio nato per soddisfare il bisogno. Infatti in moneta si dice nomisma, che viene da nomos, legge, perché solo uno Stato che fa le leggi può creare moneta in nome e per conto del popolo. Era talmente vero che sulle monete ad Atene, c’era la scritta “degli ateniesi”, perché avevano capito che in una democrazia la moneta appartiene al popolo che la usa.

Qual è oggi allora la situazione? Ma non è mica cambiata tanto … l’articolo 1 della nostra Costituzione dice che “L’Italia è ancora una Repubblica democratica fondata sul lavoro” ma “la sovranità” di cui quella monetaria è la più importante “appartiene al popolo”, quindi a tutti noi.

E l’articolo 117 ribadisce che “Lo Stato ha legislazione esclusiva … sulla Moneta e sul sistema tributario, cioè le tasse”. Perché queste due cose sono strettamente collegate, se io posso imporre le tasse, posso anche decidere con quale moneta le tasse le devi pagare. Addirittura se lo Stato vuole far pagare a cittadini ed aziende le tasse, deve prima aver creato il denaro, averlo immesso nell’economia e solo dopo può pretendere il pagamento delle tasse, non può avvenire il contrario.

Lo Stato, oggi come ad Atene, emette ancora la propria moneta, anche con l’euro. Infatti le monete che abbiamo in tasca, hanno una faccia che è uguale per tutte, l’altra faccia è diversa per ogni nazione. La Germania ha l’aquila imperiale, la Francia ha la scritta “liberté, egalité, fraternité”, la Spagna ha il volto del Re, ma l’Italia ha l’uomo vitruviano di Leonardo e ha un piccolo simbolo, una “R” e una “I” sovrapposte, che sono le iniziali di Repubblica Italiana.

Addirittura i paesi dell’Eurozona possono coniare monete superiori a 2 euro, da 5 e 10 euro, che hanno validità sul loro territorio, l’Italia, addirittura ha messo la scritta “Repubblica Italiana” per esteso. Perché la moneta appartiene allo Stato e ai cittadini che la usano. Chi emette moneta ha diritto a ricevere quello che si chiama signoraggio, che l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione monetaria. Ma il signoraggio viene da “aggio del signore”, che è il guadagno del sovrano, cioè dello Stato. Infatti nelle monete metalliche emesse dallo Stato il signoraggio viene percepito in prima battuta direttamente dallo Stato … ma chi percepisce il signoraggio sulle banconote emesse dalla Banca Centrale Europea ? Ma sempre lo Stato !

Ce lo dice la Banca d’Italia che nel suo sito scrive, “Oggi il signoraggio viene percepito in prima battuta dalle banche centrali, le quali tuttavia lo riversano poi agli Stati, titolari ultimi della sovranità monetaria”. Ma se la moneta è la nostra, perché la prendiamo in prestito ?

Lo Stato può creare non solo le monete metalliche, ma anche la versione cartacea delle monete metalliche, che sono i biglietti di stato, come le vecchie 500 lire. Può creare anche moneta elettronica in base all’articolo 114 bis del Testo Unico Bancario, ma può creare anche moneta virtuale basata sulla tecnologia blockchain, come stanno facendo ormai quasi tutti nel mondo. La cosa fondamentale è che lo Stato ha una particolarità, alla moneta che crea gli può dare un valore che nessun altro può dare in un determinato territorio, quello per l’accettazione per il pagamento delle tasse.

Però allora gli esperti direbbero “se stampa soldi, lo Stato crea inflazione”. Ma è vera questa cosa? Se io sono in un deserto e stampo soldi, è ovvio che avrò inflazione perché non posso aumentare la quantità di beni e servizi prodotti. Ma se io sono in un territorio come il nostro, dove ci sono piccole e medie imprese, ci sono famiglie operose e risorse da valorizzare, se io stampo soldi aumento la produzione dei beni e servizi, non dei prezzi.

Lo dice anche la formula di Fischer, che da più di 100 anni definisce la relazione tra massa monetaria e prezzi. Se io aumento la massa monetaria, i prezzi aumentano solo se la velocità di circolazione e la quantità di beni prodotti e scambiati è costante. Ma questo vale solo se c’è piena occupazione e capacità produttiva utilizzata al 100%. In Italia noi abbiamo disoccupazione al 10%, capacità produttiva non utilizzata al 30%. Se io aumento la massa monetaria aumento la quantità di beni prodotti e scambiati, non certo dei prezzi.

Ma lo si vede anche dal grafico dell’inflazione che da più di 40 anni scende in continuazione, questo perché, con l’automazione, noi siamo in grado di produrre molti più beni e servizi ma con sempre meno occupati. La disoccupazione però riduce la quantità di moneta in circolazione e questo produce un calo dei consumi e un calo dei prezzi. Bisogna che lo Stato immetta più soldi all’interno dell’economia.

Eh, ma gli esperti dicono che “lo Stato è come una famiglia”, nel bilancio deve stare attento alle entrate ed alle uscite. Ma siamo sicuri che è così ? Lo Stato è colui che stampa i soldi, non è come una famiglia. Se noi vogliamo equiparare lo Stato ad una famiglia, dobbiamo dare alla famiglia una stampante per i soldi. Ma allora vedremmo questa scena in tutte le famiglie italiane e avremmo certamente troppa moneta in circolazione. È lo Stato che deve creare moneta e garantire una adeguata quantità in circolazione.

Allora gli esperti dicono che “lo Stato deve restituire il debito pubblico”. Ma perché lo Stato è indebitato ? Pensate quanto è assurdo, noi siamo l’unica specie vivente al mondo che appena nati siamo già gravati dal debito pubblico. Non siamo mica la specie più intelligente.

Lo Stato, invece che stamparli i soldi, li prende da noi cittadini ed aziende attraverso le tasse ed i contributi, ma se non gli basta, li prende in prestito dai mercati finanziari. Ma la domanda che ci dovremmo ma noi ed i mercati finanziari, dove prendiamo la moneta che diamo allo Stato, chi la crea ? La moneta, il denaro non è come l’acqua, che esiste già in natura. il denaro per esistere deve essere creato da qualcuno.

Allora chi crea il denaro oggi ? Lo Stato abbiamo detto crea solo le monete metalliche, e ovviamente è moneta positiva, cioè è moneta che non deve essere restituita a qualcuno, ma sono solo lo 0,3% di tutta la moneta che usiamo. Il resto è moneta a debito, perché la Banca Centrale Europea emette le banconote, le presta al sistema bancario che le utilizza per creare moneta elettronica bancaria che insieme alle banconote costituisce il 99,7 % di tutta la moneta che usiamo. Ma cosa succede in un sistema economico che usa una moneta che viene prestata e poi deve essere restituita con gli interessi, quindi genera sempre debito ?

È come un corpo che ha bisogno di sangue, ma noi glielo prestiamo e poi glielo prendiamo indietro con gli interessi … il corpo muore dissanguato !!!

Alla stessa maniera un sistema economico che ha bisogno di moneta, se questa moneta viene prestata  dal sistema bancario e dai mercati finanziari, e dobbiamo restituirla con gli interessi, ovviamente aumenterà sia il debito pubblico che il debito privato. Ma questo è … il debito non sarà mai azzerato, perché è matematico, la moneta prestata è sempre inferiore al debito che si genera. Quindi il debito è matematicamente inestinguibile !!!

Se vogliamo risolvere il problema, dobbiamo fare in modo che lo Stato crei mlta più moneta positiva, la spenda nell’economia, questa moneta può circolare liberamente e non deve essere restituita a nessuno, poi lo Stato la preleverà attraverso le tasse, ma se vogliamo arricchire la popolazione, cioè tutti noi, dobbiamo fare in modo che la spesa sia sempre maggiore delle tasse che vengono prelevate, è matematico.

Noi siamo come questa bella macchina sportiva, con un motore potentissimo, ma dobbiamo spingerla a mano perché non abbiamo la benzina, ma vi rendere conto ?!?

Oggi la crisi economica è essenzialmente una crisi per mancanza di soldi, soldi che si possono creare con un clic del computer. I cittadini hanno problemi di finanziamento a causa delle tasse, della disoccupazione e delle disuguaglianze causate dalle speculazioni finanziarie. Le imprese hanno problemi di finanziamento a causa del credit crunch, cioè del fatto che le banche italiane ormai sono in mano straniera e prestano sempre meno all’economia reale. Lo Stato ha problemi di finanziamento a causa del debito pubblico, del costo degli interessi e dei ricatti dei mercati finanziari con lo spread.

Noi abbiamo creato e progettato un Piano da 1000 miliardi in due anni, che risolverebbe tutti i problemi. In questa maniera lo Stato può creare nuova moneta digitale, nel pieno rispetto dei Trattati Europei, che permetterà di finanziare i cittadini, di finanziare le imprese e di finanziare la spesa pubblica dello Stato. Vediamo queste soluzioni una per una.

Per finanziare i cittadini serve una moneta fiscale, che è una moneta positiva perché non genera debito. Sostanzialmente è un credito d’imposta, che lo Stato può creare e essere utilizzato dai cittadini per ridurre le tasse future, ma fin da subito può essere utilizzato per scambiarcelo fra di noi, praticamente come un sistema di pagamento. Questo credito da quando lo abbiamo proposto nelle sedi istituzionali è stato già implementato con il DL Rilancio del 2020, che è il famoso Superbonus che permette ai cittadini di ristrutturare la propria casa di abitazione praticamente a costo zero. Perché ? Perché riceviamo, a fronte dei lavori effettuati, un credito d’imposta che  superiore all’importo dei lavori. Con questo credito possiamo ridurre le tasse future, ma possiamo anche cederlo ad altri, addirittura a delle banche per avere moneta in euro in cambio. Questa manovra permetterà allo Stato di aumentare la spesa pubblica senza fare debito.

L’altra soluzione è finanziare le imprese attraverso delle banche pubbliche che non facciano speculazioni sui mercati finanziari. Le banche pubbliche possono fare nuovi prestiti all’economia reale, possono ricevere prestiti a tasso negativo dalla BCE ma possono soprattutto acquistare titoli dello stato, permettendo di risparmiare gli interessi, perché lo Stato li pagherebbe alla sua banca pubblica, cioè a se stesso. Noi abbiamo già una banca pubblica, che è il MedioCredito Centrale che potrebbe diventare come la KfW tedesca. Ricordiamo che la Germania, all’inizio della crisi del Covid, ha immesso nell’economia, attraverso il suo sistema bancario pubblico, che è più del 50% del totale, 820 miliardi di euro e che noi potremmo fare alla stessa stregua, se avessimo un sistema bancario pubblico.

L’ultima manovra, la più importante, è quella che permette allo Stato di finanziarsi non con i mercati finanziari, ma con i Conti di Risparmio. In Italia chi ha dei risparmi, o li mette  nel conto corrente e non gli fruttano niente, o li investe sui mercati finanziari però mette a rischio il proprio capitale. Ma se diamo i soldi alla banca o ai mercati finanziari, questi li utilizzano per fare speculazione sui mercati anche con i titoli dello Stato. Ma allora tanto vale che prestiamo noi direttamente allo Stato, ma ci deve mettere lo Stato a disposizione uno strumento nuovo, un conto corrente di risparmio dove se io deposito dei soldi ho il capitale garantito, ho una remunerazione buona, ma addirittura posso trasferire valori da un conto corrente all’altro, come un vero e proprio strumento di pagamento. In questo modo il debito pubblico diventerebbe moneta. In questa maniera possiamo attrarre una parte cospicua della ricchezza finanziaria degli italiani, che ricordo è più di 4000 miliardi di euro, e evitare quell’assurdità che questa ricchezza è prevalentemente investita sui mercati finanziari, quindi andiamo noi a finanziare con i nostri soldi l’economie di altre nazioni. Non è più possibile andare avanti così.

Il piano da 1000 miliardi di euro in due anni, è reso possibile da una innovazione tecnologica, la realizzazione di una Piattaforma Elettronica Integrata che permette di gestire il conto corrente fiscale, il conto corrente bancario pubblico ed il conto corrente di risparmio. Questa gestione può essere semplificata attraverso l’utilizzo di un’unica carta magnetica, che permetta ai cittadini di gestire le proprie finanze in maniera gratuita e semplice.

Cosa ci facciamo con 1000 miliardi ? Mi ripetono spesso … e mi chiedono. In realtà la prima cosa che dobbiamo fare è risolvere tutte le nostre emergenze, perché non è da paese civile avere situazioni di questo genere. Se risolviamo queste emergenze, noi possiamo non solo salvare vite umane, non solo aumentare l’occupazione, non solo aumentare la crescita economica e quindi aumentare il gettito dello Stato, ma migliorare la vita di tutti.

In Italia abbiamo delle ricchezze immense che dobbiamo valorizzare. Abbiamo risorse storiche e culturali che ci invidiano tutti nel mondo, abbiamo opere d’arte che riempiono le sale dei nostri musei e anche gli scantinati, perché non riusciamo ad esporle, abbiamo risorse ambientali e biodiversità che sono uniche nel pianeta, abbiamo risorse umane e tecniche per cui siamo in grado di fare qualsiasi tipo di lavoro.

L’unica cosa che ci mancano sono i soldi che si possono creare con un clic del computer. Lo Stato può creare sempre moneta positiva, nel pieno rispetto dei Trattati Europei.

Ma cosa aspettiamo a farlo ?!?

Dobbiamo però liberarci dalle nostre convinzioni radicate che impediscono di vedere la realtà: lo Stato può sempre creare i soldi per realizzare il benessere di tutti i cittadini. Questo è il vero fine dell’economia, non è la finanza, la speculazione, il profitto, l’obiettivo dell’economia è soddisfare i bisogni individuali e collettivi.

Chiudiamo con un sorriso. Vi ricordate la macchina sportiva bellissima e con il motore potentissimo? Ma non ci siamo stufati di spengerla a mano ?!? E poi non con i tacchi a spillo … Le macchine sono fatte per entrarci dentro e guidarle dove vogliamo noi, ma per farlo dobbiamo avere il pieno di benzina, lo Stato può sempre creare moneta pubblica ed immetterla nel sistema economico attraverso la spesa pubblica.

Solo in questa maniera possiamo partire decisi verso un futuro migliore, e magari fare da apripista per tutti gli altri paesi nel mondo.

Moneta positiva digitale: 1000 miliardi per ripartire.

Se non ora, quando ?!?  

Grazie a tutti

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Presidente dell'Associazione Moneta Positiva per la riforma il sistema monetario e la realizzazione di una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Relatore in più di 150 incontri pubblici in tutta Italia, anche nelle istituzioni (2 alla Camera e 2 al Senato), ai quali hanno partecipato più di 10.000 persone. Ha realizzato anche corsi, spettacoli teatrali, interviste e trasmissioni alla radio e in TV, oltre che articoli e libri sui temi economici e monetari. Maggiori informazioni nel sito Moneta Positiva: https://monetapositiva.it/